Il record di Siena

   

 

Repubblica, cronaca di Firenze del 12 ottobre, a proposito del deficit dell'Università di Siena, titola "Il profondo rosso dell'università discusso in una riunione fiume del consiglio di amministrazione. Sì alla variazione di bilancio, sott'accusa la politica delle assunzioni di FRANCA SELVATICI.

Il profondo rosso dell'Università di Siena è stato discusso venerdì dal consiglio di amministrazione in una seduta fiume. Ora l´entità dei debiti è un po´ più chiara, ma sulle cause e sui rimedi le opinioni restano divise. La commissione consultiva ha fornito un po´ di certezze sui debiti: 90 milioni di euro verso l'Inpdap per contributi previdenziali non pagati; 20 milioni di euro per Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) dovuta e non pagata; circa 93 milioni per mutui contratti con le banche (leggasi Mps) e con la Cassa depositi e prestiti (a fronte, però, di un patrimonio immobiliare di oltre un miliardo). A ciò deve aggiungersi una previsione di scoperto di conto corrente, a fine dicembre, di 35 milioni, necessari per pagare gli stipendi. In tutto fa quasi 240 milioni di esposizione, anche se i vertici dell'ateneo precisano che si tratta di poste di natura completamente diversa fra loro, che non possono essere sommate.

In consiglio di amministrazione è stata portata una proposta di delibera di variazione del bilancio preventivo 2008, per consentire il pagamento delle spese fisse e inevitabili, in primis gli stipendi di docenti e non docenti, e anche di ricercatori non strutturati, contrattisti, assegnisti, dottorandi, specializzandi. La proposta è stata approvata, ma con una maggioranza risicata. Secondo una parte del corpo docente, è pericoloso per il futuro dell'università che una grossa parte delle risorse continui a essere destinata alla stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo a tempo determinato (ma in realtà i preziosi tecnici sono una minoranza), mentre vengono tagliati i fondi ai dipartimenti e i laboratori di ricerca rischiano di svuotarsi. Sotto accusa è una politica delle assunzioni avviata anni fa. Se c'era bisogno di un cuoco si faceva una graduatoria, si assumeva il primo e poi via via tutti gli altri. E così per i giardinieri, i giornalisti, che magari sono utili ma certo meno dei ricercatori. Secondo i calcoli di uno dei sindaci revisori, Enzo Martinelli, a fronte di una riduzione degli studenti da oltre 21 mila nell'anno accademico 2003-2004 a 18 mila nel 2007-2008, il personale docente è passato da 988 a 1243 e quello non docente da 1.080 a 1.297. E così, mentre il fondo di finanziamento ordinario previsto nel 2008 è di 121 milioni di euro, la spesa per il personale dovrebbe arrivare a 146 milioni di euro. In una situazione così drammatica - sostengono alcuni - l'ateneo senese (ogni ateneo, in verità) dovrebbe concentrare gli sforzi sui settori essenziali, primo fra tutti la ricerca. Il rettore ritiene che sia questa la direzione imboccata, e che la stabilizzazione dei dipendenti non abbia gravato in maniera eccessiva sul bilancio e sia compensata dall'accordo con i sindacati di ridurre la pianta organica di 110 unità. Anche fra i docenti vi sono esuberi ma c´è chi teme che il blocco delle assunzioni comprometta il futuro dell'ateneo. Per il rettore la via del riequilibrio è quella di non rinnovare gli ordinari che vanno in pensione, assumendo invece ricercatori. Nel 2008 a Siena non c´è stato nessun concorso per ordinari o associati, ma solo per ricercatori. Qualcuno si chiede, però, se ci saranno i soldi per assumere i vincitori.

Nella stessa data il giornale "Libero" informa che il Comune di Napoli, mirabilmente condotto dalla ex Ministra Jervolino, ha un buco di bilancio di 60 milioni, pari al 10% del deficit (600 milioni) di tutti i Comuni, cfr. LIBERO 

Se ne può dedurre che l'Università di Siena da sola ha accumulato il fantastico record di un buco pari a più di 1/3 di quello di tutti gli 8000 e più comuni italiani. E l'Università in generale, di fronte a questi esempi, ha il coraggio di pretendere altri fondi? Che fanno Magistratura ordinaria e contabile e Ministero? A quando le necessarie inchieste e commissariamenti. Si vuole chiarire il rapporto Università – Comune – Monte dei Paschi più volte segnalato da Giovanni Grasso e da Cosimo Loré sul sito www.ilsensodellamisura.com ? Si deve ritenere che gli intrecci di sinistra non possono entrare nel mirino della magistratura toscana? Attendiamo risposte celeri.

                                                                      Paolo Padoin